La prima forma di guadagno: il risparmio

La prima forma di guadagno: il risparmio

Ciao!
Bentrovato\a sul mio blog. Voglio oggi discutere sulla questione che ho anticipato nel titolo: Il risparmio.

Non voglio in quest’articolo parlare del risparmio gestito, servizi bancari o simili, voglio discutere del vero e proprio risparmio attraverso quelle piccole azioni che, seppur non ci tolgono nulla dalle tasche, potrebbero a fine anno farci “pesare qualche decina di grammi in più il portafogli”. Come descritto nel titolo ritengo che la prima forma di guadagno che una persona dovrebbe prestare le sue attenzioni sia un accurato senso del risparmio. Come diceva un vecchio detto:

 

 una lira risparmiata sono due guadagnate!

 

Ovvio che è cosi, il tempo che io guadagno una lira, se sto allo stesso tempo attento a risparmiarne un’altra ne avrò guadagnate due! Che discorso banale vero? Eppure ti assicuro che il 90% di noi non bada a tutte quelle semplici regolette che potrebbero far risparmiare la famosa lira di quel detto.

 

Il fatto è che la maggior parte di noi non considera il risparmio come una fonte di guadagno ma come una fonte di restrizione, un sacrificio per mettere da parte qualche soldo (che non avviene mai)e utilizzare chissà quando. Molte persone fanno sacrifici per avere un reddito che mantenga il nostro tenore di vita, lavoretti extra, molte ore di lavoro e parecchi sacrifici. Ma credimi pochi hanno a cuore di fare dei sacrifici a cambiare quelle piccole abitudini di spreco che potrebbero davvero regalare a fine anno due o tre stipendi aggiuntivi.

 

Oltretutto il sacrificio per cambiare un abitudine, qualunque essa sia, è breve. Si è testato che un abitudine viene acquisita in 21 giorni di applicazione, quindi 21 giorni di sacrificio per ottenere (guadagnare!) due o tre stipendi in più in un anno, non ne vale la pena? Questo mio interesse verso il risparmio è nato qualche anno fa quando, durante la giornata, iniziai a fare delle piccole azioni rivolte verso il risparmio, o meglio verso “l’antispreco”. Mi hanno sempre infastidito gli sprechi e, nel mio piccolo, mi sentivo meglio se risparmiavo qualcosa, che ne so, anche nei semplici 5 km in macchina.

 

Essendo appassionato di contabilità e matematica ben presto ho iniziato a fare i miei conti, anche un po’ per passatempo, ma i risultati erano eclatanti, mi dicevo: “proviamo a vedere in un anno, se risparmio ad una lampadina di venire accesa per 5 minuti al giorno (prima non badavo a spese, non mi voltavo a vedere se lasciavo accesa la luce..) quanti € di bolletta posso risparmiare?” calcolatrice alla mano e tac! I 100€ iniziavano a sommarsi per ogni cosa andavo a calcolare. E senza restrizioni, solo semplici e banali azioni quotidiane! Incredibile, da quel momento ho iniziato a cercare tutto il materiale possibile sull’argomento al punto d’aver individuato “8 aree del risparmio” dove all’interno di ognuna ho raggruppato tutta una serie di azioni utili a farmi risparmiare dei bei soldi a fine anno. Ovvio che non si può stare attenti a tutto. E nemmeno fare una vita da tirchi. Però selezionando solo una decina di piccole abitudini sono riuscito a mettere da parte qualche soldo.

 

Ma come ho fatto a contabilizzare effettivamente questo risparmio? Semplice, ho investito una piccola somma mensile (200€) in un semplice PAC bancario (piano di accumulo capitale) e cercavo di finanziarlo applicando le “regole del risparmio” da me selezionate. Gia da due anni, a fine anno, io mi ritrovo con 2.400€ su questo conto senza accorgermi.

 

Selezionare questa serie di abitudini suddivisa per area di risparmio è stato davvero un lavoro lungo e sinceramente era un lavoro che volevo tenere per me. Ma alla fine se posso aiutare qualcuno a risparmiare qualche soldo per se, ed aiutare a sprecare meno (utile a tutti) perché non condividere questo mio lavoro? L’ho chiamata Guida al risparmio 2013, poiché ogni anno, seppur le azioni di base ci sono sempre, ci sono comunque delle novità.  Ho preparato una pagina apposita dove potrai accedere questa guida, spero ti sia utile e se ti va lascia pure un commento o un “ti piace”.
 
A presto,

Stefano De Rosa


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